Vari livelli di dipendenza

Per poter affrontare ed indagare in maniera concreta e approfondita l’appartenenza organizzativa degli assistenti sociali e del Servizio Sociale nella Azienda Ospedaliera, si è cercato di analizzare la “dipendenza” individuandone quattro livelli: organizzativa, gerarchica, funzionale e tecnica sia del Servizio Sociale che degli assistenti sociali.

Questa suddivisione è stata determinata dalla necessità di evidenziare le differenti, numerose e complesse dipendenze a cui gli assistenti sociali nei propri servizi afferiscono. Lo staff di progetto e lo staff di ricerca hanno discusso e approfondito questo tema poco esplorato, praticato più nel lavoro quotidiano che analizzato in senso teorico.

Le quattro chiavi di lettura della dipendenza sono state una sorta di bussola d’orientamento, per meglio differenziare ed individuare variabili significative del lavoro nella struttura aziendale ospedaliera.

Il lavoro su questa area tematica è stato quello di confrontare inizialmente esperienze individuali e di servizio allo scopo di definire il campo d’indagine e di scegliere una modalità di rilevazione che rendesse visibile la complessità di appartenenza organizzativa con le molte variabili che, in un certo senso, costituiscono la struttura di riferimento, l’ossatura, della dipendenza degli assistenti sociali e del Servizio Sociale dall’organizzazione aziendale[1].

La compilazione del questionario, su questa area, da parte dei colleghi non è stata facile per le diverse interpretazioni determinate da scarsa conoscenza dell’organizzazione aziendale e contrattuale.

Ogni area è stata una prospettiva di ricerca e di indagine comparata, che ha stimolato punti di vista sul tema della dipendenza nel legame con l’organizzazione generalmente intesa[2], nel legame gerarchico [3], nel legame funzionale[4] connesso con l’operatività quotidiana.

La dipendenza tecnica, ultima area d’attenzione, ha confermato i principi ispiratori della professione che riguardano l’autonomia professionale.

Nel paragrafo che segue, la Tabella 5.1.a riassume i livelli di dipendenze nei Presidi delle Aziende Ospedaliere mentre la Tabella 5.1.b contiene i livelli di dipendenza nei DSM (in fondo, staccato da una riga, anche la Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena).

La Tabella 5.1.c riporta invece le dipendenze nei Presidi delle Altre Strutture non Aziende Ospedaliere.

I dati rilevati in questa sezione della scheda sono molteplici e si è preferito riportare solo le tabelle riassuntive, senza dare una rappresentazione anche grafica di quanto rilevato. Ad esclusione della dipendenza tecnica (per la quale viene prevalentemente indicata una autonomia professionale o una dipendenza dall’assistente sociale coordinatore), si può notare come si delinei un quadro di assoluta varietà e diversità di modelli di dipendenze (organizzativa, gerarchica e funzionale) tra le Aziende Ospedaliere osservate, rilevando in alcuni casi, più di una dozzina di risposte differenti.

Pur riconoscendo come alcune possono anche essere assimilabili tra loro, colpisce comunque il fatto di trovare una tale ampiezza di modelli.

Vale la pena evidenziare alcune caratteristiche distintive che si riportano di seguito:

-          per quanto riguarda i Presidi delle Aziende Ospedaliere:

bullet la dipendenza organizzativa è prevalentemente attribuita alla Direzione Sanitaria e alla Direzione Medica di Presidio;
bullet la dipendenza gerarchica è suddivisa abbastanza equamente tra Direzione Sanitaria e SITRA;
bullet la dipendenza funzionale viene ripartita tra molteplici soggetti/figure;

-          per quanto riguarda i DSM delle Aziende Ospedaliere:

bullet la dipendenza organizzativa è attribuita in maniera preponderante alla figura del Direttore del DSM;
bullet la dipendenza gerarchica, quando viene rilevata, in pochi casi è attribuita ai Responsabili del CPS, mentre è attribuita in modo prevalente ai SITRA/DITRA;
bullet la dipendenza funzionale  viene prevalentemente riferita al Responsabile del CPS.

Tabella 5.1.a - Tipologie di dipendenze nei Presidi delle Aziende Ospedaliere

 

 

 

dipendenza organizzativa

dipendenza gerarchica

dipendenza funzionale

dipendenza tecnica

nome

ASL

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

direzione sanitaria

direttore sanitario

 

DISTRO

 

A.S. + Direttore DMP

 

Autonomia professionale

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Servizio Sociale Aziendale

Servizio Sociale Aziendale

Direzione Sanitaria Aziendale

Direzione Sanitaria Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Sant'Anna

Como

Direttore DSM

A.S. Coordinatore di Presidio

Direttore DSM

A.S. Coordinatore di Presidio

Direttore DSM

A.S. Coordinatore di Presidio

A.S. Coordinatore di Presidio

A.S. Coordinatore di Presidio

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

SITRA

SITRA

SITRA

SITRA

SITRA DMP

SITRA DMP

autonomia professionale

Autonomia professionale

Ospedale di Lecco

Lecco

DMP

Direttore DMP

Direttore DMP

Direttore DMP

Direttore DMP

Direttore DMP

Direttore DMP

Autonomia professionale

G. Salvini

Milano 1

dipartimento di prevenzione

dipartimento di prevenzione

SITRA

SITRA

Servizio Psicologia Clinica

Servizio Psicologia Clinica

A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

 PAGE 46

Casella di testo:  PAGE 46
Ospedale di Circolo di Melegnano

Milano 1

Direzione sanitaria di Presidio

Direzione sanitaria di Presidio

SITRA

SITRA

DMS

DMS

autonomia professionale

Autonomia professionale

Fatebenefratelli

Milano

Direzione Sanitaria e DMP

Direzione Sanitaria e DMP

Direzione Sanitaria e DMP

Direzione Sanitaria e DMP

Autonomia professionale

A.S. Coordinatore di Presidio

DMP

A.S. Coordinatore di Presidio

Istituti Clinici di Perfezionamento

Milano

direzione sanitaria

direttore sanitario

direzione sanitaria

direttore sanitario

A.S. + Direttore Sanitario

 

NR

NR

L. Sacco

Milano

DMP

Direttore DMP

DMP + SITRA

A.S. coordinatore + SITRA

DMP

A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

Niguarda Ca' Granda

Milano

DMP

Direttore DMP

DMP + DITRA

A.S. Coordinatore + DITRA

D.S. + DITRA

A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

Autonomia professionale

San Carlo Borromeo

Milano

U.O. Psicologia

Direttore U.O. Psicologia

SITRA

SITRA

U.O. Psicologia

Direttore U.O. Psicologia

NR

NR

San Paolo

Milano

 

direttore sanitario

 

SITRA

 

DMP

 

Autonomia professionale

San Gerardo dei Tintori

Milano 3

direzione sanitaria

direttore sanitario

direzione sanitaria

direzione sanitaria

direzione sanitaria

direzione sanitaria

autonomia professionale

Autonomia professionale

Ospedale Civile di Vimercate

Milano 3

Direttore Medico di Presidio

Direttore DMP

Direttore Medico di Presidio

Direttore Medico di Presidio

Autonomia professionale

Autonomia professionale

Autonomia professionale

Autonomia professionale

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

direzione sanitaria

 

SITRA

 

direzione sanitaria

 

Autonomia professionale

 

Sant'Antonio Abate

Varese

direzione sanitaria

direttore sanitario

direzione sanitaria + SITRA

direzione sanitaria + SITRA

direzione sanitaria

direttore sanitario + A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

A.S. Coordinatore

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Varese

 

Direttore DMP

 

Direttore DMP

 

Direttore DMP

 

NR

Fondazione Macchi

Varese

DMP

 

NR

 

DMP

 

NR

NR

 

Tabella 5.1.b - Tipologie di dipendenze nei DSM

 

 

dipendenza organizzativa

dipendenza gerarchica

dipendenza funzionale

dipendenza tecnica

nome

ASL

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

Di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

 

Direttore DSM

 

DISTRO

 

responsabile del CPS

 

Autonomia professionale

Mellino Mellini

Brescia

 

Direttore DSM e responsabile CPS

 

SITRA e coordinatore infermieristico

 

Direttore DSM e responsabile CPS

 

Autonomia professionale

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Servizio Sociale Aziendale

Servizio Sociale Aziendale

Direzione Sanitaria Aziendale

Direzione Sanitaria Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Responsabile Servizio Sociale Aziendale

Desenzano del Garda

Brescia

Direttore DSM

Direttore DSM

 

SITRA/responsabile CPS

 

responsabile del CPS

 

Autonomia professionale

Sant'Anna

Como

Direttore DSM

A.S. Coordinatore DSM

Direttore DSM

A.S. Coordinatore DSM

Direttore DSM

A.S. Coordinatore DSM

A.S. Coordinatore DSM

A.S. Coordinatore DSM

 PAGE 47

Casella di testo:  PAGE 47
Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

Direttore DSM

Direttore DSM

SITRA

SITRA

responsabile del CPS

responsabile del CPS

A.S. Coordinatore DSM

Autonomia professionale

Ospedale di Lecco

Lecco

Direttore DSM

 

Direttore DSM

 

Direttore DSM

 

A.S. Coordinatore DSM

A.S. Coordinatore DSM

Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi

Lodi

 

Direttore DSM

 

SITRA

 

Responsabile CPS

 

Autonomia professionale

Istituti Ospitalieri "C. Poma"

Mantova

Direttore DSM

Direttore DSM

Direttore DSM

Direttore DSM

responsabile del CPS

responsabile del CPS

autonomia professionale

Autonomia professionale

G. Salvini

Milano 1

Direttore DSM

Direttore DSM

SITRA + coordinatore AS

SITRA + coordinatore AS

responsabile del CPS

responsabile del CPS

A.S. Coordinatore

Autonomia professionale

Ospedale Civile di Legnano

Milano 1

Direttore DSM

Direttore DSM

SITRA + coordinatore infermieristico

SITRA

Direttore DSM

Responsabile CPS

Direttore DSM

Autonomia professionale

Ospedale di Circolo di Melegnano

Milano 2

Responsabile territoriale del CPS e responsabile UOP

Responsabile territoriale del CPS e responsabile UOP

SITRA + responsabile CPS

SITRA + responsabile CPS

DSM e responsabile CPS

DSM e responsabile CPS

autonomia professionale

Autonomia professionale

Fatebenefratelli

Milano

Direttore DSM + DMP

Direttore DSM + DMP

Direttore DSM

Responsabile UOP

Autonomia professionale

Autonomia professionale

Direttore DSM

Autonomia professionale

L. Sacco

Milano

 

DSM

 

SITRA

 

coordinatore cps

 

A.S. Coordinatore

Niguarda Ca' Granda

Milano

DSM

Responsabile UOP + Responsabile CPS

DITRA

DITRA + coordinatore infermieristico

Responsabile UOP

Responsabile CPS

A.S. Coordinatore

Autonomia professionale

San Carlo Borromeo

Milano

Direzione Sanitaria

Direttore DSM

SITRA

SITRA

DSM

responsabile del CPS

NR

NR

San Paolo

Milano

 

DSM

 

SITRA

 

responsabile del CPS

 

Autonomia professionale

San Gerardo dei Tintori

Milano 3

Direttore DSM

Responsabile UOP

DITRA Responsabile Area Dipartimentale  (rad)

coordinatore infermieristico

DSM

Responsabile UOP e responsabile CPS

autonomia professionale

Autonomia professionale

Ospedale Civile di Vimercate

Milano 3

 

Direttore DSM

 

SITRA + coordinatore infermieristico

 

Direttore DSM e responsabile CPS

 

Autonomia professionale

Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia

Pavia

 

Responsabile UOP

 

responsabile UOP

 

responsabile UOP

 

Responsabile UOP

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

 

Direttore DSM

 

Responsabile CPS

CPS

Responsabile CPS

CPS

Autonomia professionale

Sant'Antonio Abate

Varese

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM + responsabile CPS

Direttore DSM

Autonomia professionale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

non esiste il s.s.

Primario

 

SITRA/uff.personale

 

coordinatore cps

nessuna

propria dell'a.s.

 

Tabella 5.1.c - Tipologie di dipendenze nei Presidi delle Altre strutture non Aziende Ospedaliere

 

 

dipendenza organizzativa

dipendenza gerarchica

dipendenza funzionale

dipendenza tecnica

nome

ASL

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

di S.S.

degli a.s.

C.O.F. - Lanzo Hospital

Como

Autonoma

 

Amministratore delegato

 

Autonoma

 

 

 

Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS – IRCCS Santa Maria Nascente

Milano

 

Direzione Sanitaria/Direzione Educativa

 

Direzione Sanitaria/Direzione Educativa

 

Direzione Sanitaria/Direzione Educativa

 

autonomia professionale

Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori”

Milano

 

Diversa per ogni a.s.

 

Diversa per ogni a.s.

 

Diversa per ogni a.s.

 

 

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

direzione sanitaria di Presidio

coordinatore Servizio Sociale

DS di Presidio

DS di Presidio

coordinatore

coordinatore

coordinatore

coordinatore

IRCCS San Raffaele

Milano

direzione sanitaria

 

area qualità e accreditamento

 

responsabile area qualità e accreditamento

 

 

 

Istituto Clinico Santa Rita

Milano

direzione sanitaria

Direzione sanitaria

direzione sanitaria

direzione sanitaria

assistente sociale

assistente sociale

assistente sociale

assistente sociale

Fondazione IRCCS San Matteo

Pavia

direzione sanitaria

 

direzione sanitaria

 

coordinatore AA.SS.

 

 

 

La suddivisione del lavoro

Con questa voce si è inteso verificare le assonanze e/o le dissonanze nelle scelte organizzative del lavoro sociale in Azienda, influenzate dall’ambito lavorativo e dal percorso storico del servizio di appartenenza.

Nelle Tabelle 5.2.a, 5.2.b e 5.2.c, si evidenzia come per i DSM la suddivisione del lavoro avvenga principalmente per territorio (21) e per unità operative (18). Nei Presidi delle Aziende Ospedaliere la suddivisione del lavoro risulta essere prevalentemente per unità operative (12) e per dipartimenti (8), mentre nei Presidi delle Altre Strutture non Aziende Ospedaliere è stata rilevata una suddivisione del lavoro quasi esclusivamente per unità operative. 

Tabella 5.2.a – Suddivisione del lavoro nei Presidi delle Aziende Ospedaliere

nome

Comune

ASL

Modalità di suddivisione della organizzazione del lavoro

per territorio

unità operative

dipartimenti

fasce d’età

rotazione

altro

TOTALE

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

Bergamo

x

x

 

 

 

x

3

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Brescia

 

 

 

 

 

x

1

Sant'Anna

Como

Como

 

x

 

 

 

 

1

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

Cremona

 

 

 

 

 

 

0

Ospedale di Lecco

Lecco

Lecco

 

x

 

 

 

 

1

Fatebenefratelli

Milano

Milano

 

x

 

 

x

 

2

Istituti Clinici di Perfezionamento

Milano

Milano

 

x

x

 

 

 

2

L. Sacco

Milano

Milano

 

 

x

 

 

 

1

Niguarda Ca' Granda

Milano

Milano

 

 

x

x

x

 

3

San Carlo Borromeo

Milano

Milano

x

x

x

x

x

 

5

San Paolo

Milano

Milano

 

x

 

 

 

x

2

G. Salvini

Garbagnate Milanese

Milano 1

x

x

x

 

 

 

3

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

Milano 2

 

 

 

 

 

 

0

San Gerardo dei Tintori

Monza

Milano 3

 

x

x

 

 

 

2

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

Milano 3

x

x

x

x

x

 

5

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

Sondrio

 

x

x

 

 

 

2

Sant'Antonio Abate

Gallarate

Varese

 

 

 

 

 

x

1

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

Varese

 

 

 

 

 

 

0

Fondazione Macchi

Varese

Varese

 

x

 

 

 

 

1

TOTALE

4

12

8

3

4

4

 

 

Tabella 5.2.b – Suddivisione del lavoro nei DSM delle Aziende Ospedaliere

nome

Comune

ASL

Modalità di suddivisione della organizzazione del lavoro

per territorio

unità operative

dipartimenti

fasce d’età

rotazione

altro

TOTALE

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

Bergamo

x

x

 

 

 

x

3

Mellino Mellini

Chiari

Brescia

x

 

 

 

 

 

1

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Brescia

x

x

 

 

 

 

2

Desenzano del Garda

Desenzano del Garda

Brescia

x

x

 

 

 

 

2

Sant'Anna

Como

Como

 

x

 

 

 

 

1

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

Cremona

x

 

 

 

 

 

1

Ospedale di Lecco

Lecco

Lecco

x

 

 

 

 

 

1

Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi

Lodi

Lodi

x

x

 

 

 

 

2

Istituti Ospitalieri "C. Poma"

Mantova

Mantova

x

x

 

x

 

 

3

Fatebenefratelli

Milano

Milano

x

x

x

 

 

 

3

L. Sacco

Milano

Milano

x

 

 

 

x

 

2

Niguarda Ca' Granda

Milano

Milano

x

x

 

 

 

 

2

San Carlo Borromeo

Milano

Milano

 

x

 

 

 

 

1

San Paolo

Milano

Milano

x

 

 

x

 

 

2

G. Salvini

Garbagnate Milanese

Milano 1

x

x

x

x

 

 

4

Ospedale Civile di Legnano

Legnano

Milano 1

x

x

 

x

x

 

4

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

Milano 2

x

x

x

x

 

 

4

San Gerardo dei Tintori

Monza

Milano 3

x

x

x

 

 

 

3

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

Milano 3

x

x

 

 

 

 

2

Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia

Pavia

Pavia

x

x

x

 

 

 

3

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

Sondrio

x

x

 

 

 

 

2

Sant'Antonio Abate

Gallarate

Varese

x

x

x

 

 

 

3

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

Varese

x

x

 

 

 

 

2

TOTALE

21

18

6

5

2

1

 

 

Tabella 5.2.c – Suddivisione del lavoro nei Presidi delle strutture non Aziende Ospedaliere

nome

Comune

ASL

Modalità di suddivisione della organizzazione del lavoro

per territorio

unità operative

dipartimenti

fasce d’età

rotazione

altro

TOTALE

C.O.F. - Lanzo Hospital

Lanzo Intelvi

Como

 

 

 

 

 

 

0

Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS – IRCCS Santa Maria Nascente

Milano

Milano

 

x

 

 

 

 

1

Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori”

Milano

Milano

 

x

 

 

 

 

1

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

Milano

 

x

x

 

 

 

2

IRCCS San Raffaele

Milano

Milano

 

x

 

 

 

 

1

Istituto Clinico Santa Rita

Milano

Milano

 

x

 

 

 

 

1

Fondazione IRCCS San Matteo

Pavia

Pavia

 

 

 

x

 

 

1

TOTALE

0

5

1

1

0

0

 

Tipologie degli interventi

Sono state individuate come variabili d’interesse della ricerca le modalità di esercizio professionale, le variabili operative e tecniche che consentono di rilevare elementi di contiguità o di differenza nell’esperienza professionale e di Servizio.

Nelle tabelle che seguono emerge una sostanziale equivalenza nelle tipologie degli interventi tra Presidi e DSM. La differenza più visibile riguarda il valore del lavoro per progetti dipartimentali, che risulta essere inferiore nei Presidi rispetto ai DSM, mentre negli interventi di partecipazione ai progetti aziendali il valore è inferiore nei DSM rispetto ai Presidi.

Nell’esperienza quotidiana, il lavoro dell’assistente sociale all’interno della Azienda Ospedaliera ha questa peculiarità operativa:

-          per i Servizi in area psichiatrica il lavoro sul territorio in collaborazione con le reti formali ed informali, caratterizzato dall’appartenenza ad un’equipe multiprofessionale stabile;

-          per i Servizi di Presidio il lavoro con i reparti e le diverse unità organizzative in Ospedale, in collaborazione con equipes che cambiano di volta in volta.

 In ambito psichiatrico, l’assistente sociale lavora prevalentemente con presa in carico a lungo termine, sul territorio, con la famiglia dell’utente e i suoi riferimenti sociali, in rete con altri servizi, insieme ad altri operatori e professionisti costituiti in équipe multidisciplinare. Si rileva una compresenza di culture e percorsi professionali molto diversi, ma anche un senso di appartenenza al proprio gruppo di lavoro e al Servizio.

Chi lavora in Presidio, si confronta invece con un “territorio” particolare: l’Azienda stessa. Da questa provengono le segnalazioni, che prevedono sia interventi di counseling sociale e d’accoglienza a breve mirata a progetti specifici (dimissione, invio ad altri servizi), sia interventi connessi con i reparti o le diverse unità operative, per tematiche specifiche, ad integrazione dell’intervento sanitario strettamente inteso.

In sintesi, il Servizio Sociale in Psichiatria sperimenta di fatto una presa in carico di gruppo multiprofessionale e per lo più di lunga durata, mentre il Servizio Sociale nei Presidi realizza interventi sociali e di accompagnamento ad un trattamento prevalentemente sanitario a partire dal ricovero ospedaliero.

In entrambe le situazioni, il Servizio Sociale deve costruire di continuo significati e conoscenze che sono strettamente connesse al luogo lavorativo e ai singoli utenti/pazienti in un approccio molto complesso, che prevede collegamenti diretti con unità operative e aree dipartimentali e di settore, per agevolare informazioni e comunicazioni utili ad una progettualità comune.

L’intervento tecnico specifico ad impronta sociale, all’interno di un progetto di salute largamente inteso, implica l’individuazione e la configurazione della rete istituzionale implicata nella cura: in questo scenario assumono evidenza le variabili comuni, la professionalità di base e le linee-guida per la definizione di azioni professionali efficaci.

Nelle tabelle relative alle tipologie degli interventi di Servizio Sociale nei Presidi delle Aziende Ospedaliere (Tabella 5.3.a) nei DSM delle Aziende Ospedaliere (Tabella 5.3.b) e nei Presidi delle altre strutture non Aziende Ospedaliere (Tabella 5.3.c), va tenuto conto che la metodologia del lavoro di rete è trasversale a tutte le tipologie degli interventi presenti nella tabella: lavoro di cura, promozione, facilitazione di reti formali e informali (servizi istituzionali, familiari, volontariato, associazionismo, vicini di casa, parrocchie).

 

 Tabella 5.3.a – Tipologie degli interventi di Servizio Sociale nei Presidi delle Aziende Ospedaliere

denominazione A.O.

Comune

ASL

Tipologie degli interventi nel servizio

segretariato sociale professionale

lavoro professionale con progetti personalizzati

lavoro per progetti dipartimentali

partecipazione progetti aziendali

gruppi di lavoro interni

gruppi di lavoro esterni

TOTALE

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

Bergamo

x

x

 

x

x

x

5

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Brescia

 

x

x

x

x

x

5

Sant'Anna

Como

Como

x

x

x

x

x

x

6

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

Cremona

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale di Lecco

Lecco

Lecco

x

x

x

x

x

 

5

Fatebenefratelli

Milano

Milano

x

x

 

 

x

x

4

Istituti Clinici di Perfezionamento

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

L. Sacco

Milano

Milano

x

 

 

x

 

x

3

Niguarda Ca' Granda

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

San Carlo Borromeo

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

San Paolo

Milano

Milano

x

x

 

x

x

x

5

G. Salvini

Garbagnate Milanese

Milano 1

x

x

 

x

x

 

4

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

Milano 2

 

 

 

 

 

 

0

San Gerardo dei Tintori

Monza

Milano 3

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

Milano 3

x

x

x

x

x

x

6

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

Sondrio

x

x

x

x

x

 

5

Sant'Antonio Abate

Gallarate

Varese

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

Varese

x

 

 

x

x

x

4

Fondazione Macchi

Varese

Varese

x

x

x

x

x

x

6

TOTALE

17

16

12

17

17

15

 

 

Tabella 5.3.b – Tipologie degli interventi di Servizio Sociale nei DSM delle Aziende Ospedaliere

denominazione A.O.

Comune

ASL

Tipologie degli interventi nel servizio

segretariato sociale professionale

lavoro professionale con progetti personalizzati

lavoro per progetti dipartimentali

partecipazione progetti aziendali

gruppi di lavoro interni

gruppi di lavoro esterni

TOTALE

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

Bergamo

x

x

x

x

x

x

6

Mellino Mellini

Chiari

Brescia

x

x

x

 

x

x

5

Spedali Civili di Brescia

Brescia

Brescia

 

x

 

 

 

 

1

Desenzano del Garda

Desenzano del Garda

Brescia

x

x

x

x

x

x

6

Sant'Anna

Como

Como

x

x

x

x

x

x

6

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

Cremona

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale di Lecco

Lecco

Lecco

x

x

x

x

x

x

6

Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi

Lodi

Lodi

x

x

 

x

x

x

5

Istituti Ospitalieri "C. Poma"

Mantova

Mantova

x

x

x

x

x

 

5

Fatebenefratelli

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

L. Sacco

Milano

Milano

x

x

x

 

x

x

5

Niguarda Ca' Granda

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

San Carlo Borromeo

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

San Paolo

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

6

G. Salvini

Garbagnate Milanese

Milano 1

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale Civile di Legnano

Legnano

Milano 1

x

x

x

 

 

 

3

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

Milano 2

x

x

x

x

x

x

6

San Gerardo dei Tintori

Monza

Milano 3

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

Milano 3

x

x

x

x

x

x

6

Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia

Pavia

Pavia

x

x

x

x

x

x

6

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

Sondrio

x

x

x

x

x

x

6

Sant'Antonio Abate

Gallarate

Varese

x

x

x

x

x

x

6

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

Varese

x

x

x

x

x

x

6

TOTALE

22

23

21

19

21

20

 

 

Tabella 5.3.c – Tipologie degli interventi di Servizio Sociale nei Presidi delle strutture non Aziende Ospedaliere

denominazione

Comune

ASL

Tipologie degli interventi nel servizio

segretariato sociale professionale

lavoro professionale con progetti personalizzati

lavoro per progetti dipartimentali

partecipazione progetti aziendali

gruppi di lavoro interni

gruppi di lavoro esterni

altro

TOTALE

C.O.F. - Lanzo Hospital

Lanzo Intelvi

Como

x

x

x

x

 

 

 

4

Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS – IRCCS Santa Maria Nascente

Milano

Milano

x

x

 

x

x

x

 

5

Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori”

Milano

Milano

x

x

 

x

x

 

 

4

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

 

6

IRCCS San Raffaele

Milano

Milano

x

x

 

x

x

x

 

5

Istituto Clinico Santa Rita

Milano

Milano

x

x

x

x

x

x

 

6

Fondazione IRCCS San Matteo

Pavia

Pavia

x

x

x

x

x

x

x

7

TOTALE

7

7

4

7

6

5

1

 

Ovunque sia collocato, il Servizio Sociale e il singolo assistente sociale si confrontano con metodi e tecniche specifiche del proprio lavoro: dalla quasi totalità delle risposte si rileva che “tutti” i servizi si occupano di segretariato sociale professionale e di lavoro per progetti personalizzati, da collocare nella relazione privilegiata d’aiuto a persone e famiglie, area consueta e tradizionale del Servizio Sociale.

Si rileva anche una certa frequenza di lavoro in gruppi interni ed esterni alla struttura: un’area professionale forse meno nota e scarsamente visibile anche alle organizzazioni di riferimento.

Altra area d’impegno professionale è il lavoro per progetti dipartimentali e aziendali: si rende evidente un tipo di lavoro e di esercizio professionale legato ad idee, pensieri, iniziative e proposte che rappresentano uno spazio di innovazione per il Servizio d’appartenenza e per il Servizio Sociale stesso. L’evoluzione in corso, nel Servizio Sociale in Azienda Ospedaliera, sembra orientarsi verso interventi diversi: non solo pazienti e lavoro diretto con persone e famiglie, ma lavoro per progetti e per la realizzazione di interventi sociosanitari integrati.

Manuale di qualità e procedure

Il riassetto dei servizi sanitari italiani e le scelte operate dalla Regione Lombardia hanno, in questi anni, ridisegnato il modello organizzativo degli Ospedali e delle Aziende Sanitarie Locali.

Ciò ha comportato, per il Servizio Sociale Ospedaliero problemi di ridefinizione degli obiettivi di lavoro, dei contenuti e delle risorse a disposizione.

In particolare, il Servizio Sociale, costituisce un servizio “ponte” tra l’area sanitaria e quella sociale, sia per la conoscenza dei bisogni, che per l’accesso alle risorse.

L’assistente sociale si è trovato così di fronte alla necessità di ri-pensare il proprio ruolo, tanto nei confronti delle nuove sfide poste dagli orientamenti di politica sociale della Regione Lombardia, quanto in relazione alla propria collocazione nell’organizzazione.

Nello stesso tempo il Servizio Sociale necessita una ridefinizione della propria mission che possa implementare il senso della propria esistenza, senza la quale rischia di disperdersi in compiti residuali, di utilità secondaria e di rimanere misconosciuto anche agli altri servizi ospedalieri.

Da queste premesse nasce la necessità di sistematizzare in procedure il lavoro sociale e di produrre un manuale di qualità che garantisca e salvaguardi la qualità degli interventi, quale strumento utile per dare visibilità, continuità ed innovazione al lavoro professionale. Di fatto redigere un manuale di qualità significa illustrare l’attività del proprio servizio.

Un limite alla visibilità del Servizio Sociale, è la difficoltà a reperire dati, dovuta alla carenza di documentazione scritta; infatti, raramente vengono redatte relazioni e statistiche sulle attività professionali e sulla casistica. Come per altri servizi aziendali, anche per il Servizio Sociale curare la documentazione di tutte le attività svolte, adottare procedure e avviare un manuale di qualità, dà visibilità, concretezza e riconoscimento in termini qualitativi e quantitativi.

La presenza e l’attività, in Azienda, del Servizio Sociale Professionale dovrebbe essere considerata un indicatore di qualità degli standard aziendali, vista la funzione sopra citata di “ponte”, quale facilitatore per l’avvio del lavoro di rete, principio prioritario sancito dalla nuova legge del welfare lombardo[5].

I Servizi delle Aziende Ospedaliere prive di manuale di qualità risultano essere superiori a quelle che indicano di averlo (vedi Tabella 5.4.a e Grafico 5.4). Nelle tabelle che riportano i dati raccolti durante la ricerca (Tabella 5.4.a e Tabella 5.4.b), si evidenzia che, per quanto riguarda l’adozione di manuali di qualità, su 26 Servizi Sociali in ospedale 13 soli hanno un manuale di qualità: in 3 casi si fa riferimento al manuale di qualità aziendale, in 5 casi il servizio sociale applica un manuale di qualità specifico e nei restanti 5 casi i rilevatori non specificano la tipologia del manuale; quindi il 50% non ha mai redatto un manuale di qualità.

Per quanto riguarda le procedure, il 50% applica delle procedure, all’interno del servizio, ben definite, mentre il restante non ne ha.

Nel DSM, invece, su 24 Servizi solo 10 hanno un manuale di qualità: in 1 caso si fa riferimento al manuale aziendale, in 6 casi a quello del DSM e nei restanti 3 la tipologia non viene specificata dal rilevatore. Sono solo 8 i servizi che hanno procedure definite.

Dall’analisi dei dati, per quanto riguarda l’esistenza di un manuale di qualità, si osserva come vi sia una tendenza opposta tra Aziende Ospedaliere e non Aziende Ospedaliere: si rileva infatti una presenza maggiore di tale strumento nelle Altre Strutture non Aziende Ospedaliere.

 Infine, nella Tabella 5.5 e nel Grafico 5.5 si possono osservare i dati relativi alla presenza di procedure. Nei Presidi esistono in 13 realtà mentre in 6 risultano essere presenti. Nei DSM i valori rilevati sostanzialmente si equivalgono (8 sì e 7 no). Significativi, in questo caso, i casi in cui non è stata rilevata la presenza o meno di procedure (7 nei Presidi e 9 nei DSM).

Per le varie specifiche riportate nelle singole schede, si rimanda alla Tabella 5.4.b e alla Tabella 5.4.c.

  

Tabella 5.4.a – Manuale di qualità

 

A.O.

non A.O.

totale

 

Presidio

DSM

Presidio

DSM

Presidio

DSM

SI

8

10

5

0

13

10

NO

11

10

1

1

12

11

NR

0

3

1

0

1

3

totale

19

23

7

1

26

24

  

Grafico 5.4 – Presenza del manuale di qualità

 

Tabella 5.5 – Procedure

 

A.O.

non A.O.

totale

 

Presidio

DSM

Presidio

DSM

Presidio

DSM

SI

10

8

3

0

13

8

NO

5

6

1

1

6

7

NR

4

9

3

0

7

9

totale

19

23

7

1

26

24

 

Grafico 5.5 – Procedure

 

Tabella 5.4.b – Manuale di qualità e procedure nei Presidi

 

denominazione

Comune

SI/NO

specifica

procedure

Aziende Ospedaliere

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

SI

UNI EN ISO 9001/2000

SI

Spedali Civili di Brescia

Brescia

NO

 

SI

Sant'Anna

Como

NO

 

NO

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

SI

non specifico del S.S.

SI

Ospedale di Lecco

Lecco

SI

no manuale specifico

SI

G. Salvini

Garbagnate Milanese

NO

 

SI

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

NO

 

NO

Fatebenefratelli

Milano

NO

DIREZIONE SANITARIA NON CERTIFICATA

SI

Istituti Clinici di Perfezionamento

Milano

NO

 

NO

L. Sacco

Milano

SI

proprio manuale

SI

Niguarda Ca' Granda

Milano

NO

 

NR

San Carlo Borromeo

Milano

NO

 

NO

San Paolo

Milano

SI

procedura operativa “attività del servizio sociale” - Joint Commission International

SI

San Gerardo dei Tintori

Monza

SI

Aziendale

SI

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

NO

 

NO

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

NO

 

NR

Sant'Antonio Abate

Gallarate

SI

manuale di qualità aziendale

NR

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

SI

 

SI

Fondazione Macchi

Varese

NO

 

NR

no A.O.

C.O.F. - Lanzo Hospital

Lanzo Intelvi

SI

all'interno di VISION 2000 e Progetto Regionale JCI

NR

Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS – IRCCS Santa Maria Nascente

Milano

SI

manuale di qualità aziendale

SI

Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori”

Milano

SI

 

SI

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

NO

 

NO

IRCCS San Raffaele

Milano

SI

manuale di qualità del servizio sociale certificazione del Servizio Sociale ISO 9001:2000

SI

Istituto Clinico Santa Rita

Milano

SI

 

NR

Fondazione IRCCS San Matteo

Pavia

NR

 

NR

 

Tabella 5.4.c - Manuale di qualità e procedure nei DSM

 

denominazione

Comune

SI/NO

specifica

procedure

Aziende Ospedaliere

Ospedali Riuniti di Bergamo

Bergamo

NO

 

NO

Mellino Mellini

Chiari

SI

unico manuale di qualità per tutta Azienda Ospedaliera

SI

Spedali Civili di Brescia

Brescia

NO

 

SI

Desenzano del Garda

Desenzano del Garda

NO

 

NR

Sant'Anna

Como

SI

nel manuale generale del DSM

SI

Istituti Ospitalieri di Cremona

Cremona

SI

non specifico del S.S.

SI

Ospedale di Lecco

Lecco

SI

si è inseriti nel manuale Area Lavoro

SI

Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi

Lodi

NO

 

NR

Istituti Ospitalieri "C. Poma"

Mantova

SI

comitato di dipartimento – Manuale di valutazione del DSM

SI

G. Salvini

Garbagnate Milanese

NO

 

NO

Ospedale Civile di Legnano

Legnano

NR

 

NR

Ospedale di Circolo di Melegnano

Melegnano

NO

 

NO

Fatebenefratelli

Milano

NO

 

SI

L. Sacco

Milano

NO

si è inseriti nel manuale SPDC

SI

Niguarda Ca' Granda

Milano

SI

nel manuale generale del DSM

NR

San Carlo Borromeo

Milano

SI

manuale di accreditamento per la psichiatria

NO

San Paolo

Milano

NO

 

NO

San Gerardo dei Tintori

Monza

SI

 

NR

Ospedale Civile di Vimercate

Vimercate

NO

 

NO

Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia

Pavia

NR

 

NR

Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna

Sondrio

NR

 

NR

Sant'Antonio Abate

Gallarate

SI

manuale di qualità del DSM

NR

Ospedale di Circolo di Busto Arsizio

Busto Arsizio

SI

 

NR

no A.O.

Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena

Milano

NO

 

NO

La professione sociale, insieme a molte altre che si rivolgono ai bisogni della persona, è in continua evoluzione e deve adattarsi oltre che ai profondi cambiamenti che investono la società, anche alle evoluzioni delle istituzioni che la rappresentano. Se questo è vero nello scenario dei servizi territoriali, ancor di più possiamo affermarlo in quel settore così particolare del lavoro sociale che fin dall’inizio degli anni ’60 si è affermato nell’ambito degli Ospedali della nostra Regione e ha dato vita anche in passato a interessanti esperimenti di reale ed efficace integrazione tra sociale e sanitario. Ci sembra pertanto utile presentare, a completamento di questa indagine, un’ esperienza di sicuro interesse in quanto unificante dei due settori di servizio sociale operanti in azienda ma certamente perfettibile dal punto di vista organizzativo. Sarà opportuno osservare nel tempo questa esperienza, evidenziandone i punti di forza e di debolezza.

Un modello organizzativo: l’esperienza della Azienda Ospedaliera Sant’Anna di Como

Il Servizio Sociale inserito nell’Azienda Ospedaliera S. Anna negli ultimi tre anni ha trasformato radicalmente la propria immagine, adeguandola almeno in parte al nuovo modello organizzativo dipartimentale dell’Azienda.

Occorre prima di tutto chiarire che l’Azienda Ospedaliera S. Anna è articolata in quattro presidi ospedalieri (Como, Cantù, Menaggio e Mariano Comense) ed una comunità psicoterapeutica per minori situata ad Asso. Il Servizio Sociale, storicamente inserito presso un unico presidio, il S.Anna di Como, ha saputo nel tempo costruire intensi rapporti di collaborazione con il personale sanitario per concorrere allo svolgimento di un’azione di integrazione tra attività sanitarie e socio-assistenziali, tra reti formali di cura e informali di servizi e solidarietà, per consentire una connessione tra struttura ospedaliera e territorio al fine di favorire il reinserimento del paziente nel proprio contesto di vita e di relazione.

Elasticità di intervento, canali diretti e immediati di comunicazione, possibilità di agire in piena autonomia professionale: sono queste le fondamentali caratteristiche di un rapporto di dipendenza da una figura tipicamente medica come quella del Direttore Sanitario che, pur riconoscendosi in categorie e metodologie professionali molto diverse, è finito  col diventare nel tempo un conoscitore delle problematiche affrontate dal Servizio Sociale e un garante rispetto alle istituzioni esterne.

L’aziendalizzazione degli ospedali, con la successiva riorganizzazione in Dipartimenti Gestionali e Funzionali, ha comportato la necessità di definire appartenenze e dipendenze che fossero in grado di adeguarsi al nuovo modello, strutturato per assicurare maggiore flessibilità e rispondere in modo più efficace alla domanda di salute dei cittadini. Da qui nasce l’esigenza della Direzione Sanitaria Generale di collocare il Servizio Sociale all’interno di un Dipartimento, identificato in quello di Salute Mentale, in grado di garantirne l’aziendalizzazione, ovvero l’erogazione di prestazioni più uniformi sui quattro presidi, e favorire l’integrazione tra attività fornite in ambito ospedaliero e territoriale.

Le coordinatrici dei due Servizi Sociali, ospedaliero e psichiatrico, vengono invitate a formulare ipotesi di organizzazione e contenuti operativi del Servizio, in un progressivo percorso di avvicinamento tra due filoni di Servizio Sociale che, pur nelle loro specificità, si riconoscono in un’unica deontologia professionale.

Il 16/7/2006 viene deliberata dalla Direzione Generale la costituzione del Servizio Sociale Aziendale quale “insieme di servizi rivolti alla persona nella sua unità e complessità, assicurati in relazione alle esigenze degli utenti e della comunità, anche attraverso il coordinamento con tutte le attività extra-aziendali”.

La delibera che, a partire dalle proposte dei due Servizi, ribadisce le finalità di supporto e consulenza ai pazienti e ai familiari, sottolinea con forza la necessità di favorire un progressivo processo di integrazione tra gli operatori, sia all’interno dell’attività ospedaliera che in quella territoriale e sostiene l’opportunità di elaborare procedure di lavoro condivise.

Aspetti di positività:

-          la collocazione del Servizio Sociale da “presidio” ad “aziendale” ha di fatto rafforzato l’utilità e la visibilità del servizio stesso;

-          l’unione dei due gruppi di assistenti sociali, afferenti rispettivamente all’area ospedaliera e a quella psichiatrica, ha costretto entrambi i servizi a confrontarsi reciprocamente sulle specificità e peculiarità condividendo ciascuno il proprio agire professionale;

-          la coincidenza di intenti, contenuti, profili professionali e umani, propri della professione dell’assistente sociale, sono stati la base per entrambi i servizi per incontrarsi, riconoscersi e iniziare questo nuovo percorso di integrazione.

Aspetti di criticità:

-          l’integrazione dei due servizi, avvenuta di fatto su richiesta dell’Azienda, non ha permesso ai singoli operatori di costruire gradualmente “il gruppo”, raccogliendo pertanto una scarsa motivazione alla costituzione del nuovo Servizio Sociale Aziendale;

-          il forte senso di appartenenza degli operatori al proprio servizio è risultato, ed è tuttora, un elemento significativo di difficoltà al percorso stesso di integrazione;

-          la specificità e la lunga storia professionale di entrambi i Servizi Sociali, hanno condotto gli operatori a differenziarsi sempre di più nel tempo e hanno reso più difficile la sperimentazione di nuove forme di integrazione sia sul piano operativo che su quello di gruppo.

Sono passati circa due anni e forse la strada percorsa è ancora troppo breve e poco significativa per trarre conclusioni affrettate o proporre questo come modello organizzativo di riferimento.

Come sempre la sfida del cambiamento rimbalza dal mondo dell’utenza a quello della nostra professionalità: difficile, controversa e a volte fraintesa, ma di sicuro pronta a cogliere i segni dei tempi per vestire panni più agevoli e aderenti a contesti in continua evoluzione.

 

[1] Organizzazione è un termine molto usato nelle scienze sociali che presenta accezioni diverse e significati abbastanza ampi; si rimanda al Dizionario di Sociologia di Gallino.

[2] Vedi. nota precedente.

[3] La gerarchia è un complesso di persone e cariche che formano i quadri direttivi, amministrativi e tecnici di un’attività organizzata, che viene regolata secondo il principio della subordinazione.

[4] Ci si riferisce a compiti specifici nell’ambito di un’attività organizzata e definibili nello spazio e nel tempo: possono essere elencati, descritti, classificati.

[5] Legge Regionale 12 marzo 2008, n.3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e sociosanitario”