Il progetto

Nell’ambito dell’attività programmatica dell’Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Lombardia si è previsto di organizzare un gruppo di lavoro sull’intervento professionale degli assistenti sociali nelle Aziende Ospedaliere, impegnati sia nell’ambito dei presidi che dei servizi psichiatrici, al fine di approfondire aspetti organizzativi e metodologici, anche in riferimento ai cambiamenti della normativa vigente[1] e agli orientamenti espressi nel Piano Socio Sanitario Regionale.

Questo approfondimento era stato sollecitato dai colleghi in quanto da un lato l’organizzazione che le Aziende Ospedaliere avevano creato con riferimento ai livelli di dipendenza professionale aveva modificato gli assetti precedenti e dall’altro, la presenza di assistenti sociali in un'unica azienda, ma impegnati in ambiti lavorativi diversi (psichiatria e presidio), meritava un confronto su contenuti e modelli operativi.

Il confronto, la riflessione, la messa a punto e la realizzazione dell’indagine hanno dunque avuto origine dall’esperienza diretta di assistenti sociali che, nel Presidio come nei servizi psichiatrici dell’Azienda Ospedaliera, hanno confrontato analogie, differenze e la comune appartenenza lavorativa ad un ambito sanitario, dedicato in modo specifico, al tema della cura.

A differenza delle altre regioni, in Lombardia tutti gli assistenti sociali afferenti alla psichiatria e quelli operanti nel Presidio ospedaliero sono dipendenti dalla stessa azienda, ma con variabili e differenze gestionali, organizzative e tecniche che influenzano profondamente i modelli di riferimento culturale, le modalità operative e le strategie professionali.

Nuovo scenario…

Appariva importante che queste tematiche venissero affrontate in modo collettivo affinché fosse possibile raggiungere alcuni obiettivi:

-          verificare ed interpretare il disagio creatosi nella pratica quotidiana, ridefinendo la risorsa del lavoro sociale all’interno della mission di aziende a prevalenza sanitarie;

-          avviare e costruire una rete di confronto e supporto fra Servizi Sociali delle Aziende Ospedaliere;

-          individuare e formulare un’ipotesi organizzativa più soddisfacente per gli assistenti sociali, ma ugualmente rispettosa dell’organizzazione aziendale;

-          rendere visibile il Servizio Sociale professionale come valore aggiunto nella pratica quotidiana e all’interno della organizzazione.

Una prima azione è stata pertanto quella di progettare una indagine che coinvolgesse gli assistenti sociali delle Aziende Ospedaliere in un confronto e in una riflessione comune, allo scopo di facilitare il costituirsi di una rete progettuale e di supporto professionale che consentisse di sviluppare un reale contributo alla mission delle aziende, approfondendo la specificità degli assistenti sociali operanti nei diversi servizi. 

Il gruppo di lavoro

Il progetto è stato condotto e coordinato dalle assistenti sociali Livia Corsi consigliere del CROAS[2] e coordinatore del Servizio Sociale della Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano, ed Elena Manzoni, già consigliere del CROAS e assistente sociale del DSM di Niguarda (fino all’ottobre 2006).

Lo staff di progetto è stato costituito attraverso autocandidature selezionate per favorire la presenza di colleghi di Aziende Ospedaliere presenti sul tutto il territorio lombardo, interessati al tema e che avessero la possibilità di mantenere un impegno di lavoro prolungato nel tempo.

Sei le Aziende Ospedaliere rappresentate da dieci assistenti sociali.

Si è scelto quindi di mantenere stabilmente questo gruppo in attesa di definire meglio le tematiche da affrontare su tutto il territorio lombardo. Per dare uniformità di rilevazione, in un primo momento, non vennero considerati gli IRCCS[3] e le Fondazioni, in seguito il forte interesse suscitato tra i colleghi ha preso in considerazione alcune realtà disponibili e più facilmente raggiungibili che hanno collaborato alla ricerca.

Ritenendo che il lavoro potesse rivestire interesse anche per le aziende, si è scelto di coinvolgerle attraverso una lettera della Presidente del CROAS, che chiedeva l’autorizzazione alla partecipazione dei colleghi in orario di servizio, avviando in questo modo un primo riconoscimento formale della attività di ricerca con la costituzione di un gruppo di lavoro specifico. 

STAFF DI PROGETTO

Claudia Antoni

A.O. S. Anna Como

Antonella Bregantin

A.O. S. Gerardo Monza - DSM

Donatella Broggi

A.O. S. Gerardo Monza

Anna Maria Canestrari

Fondazione Policlinico

Anna Ciani Passeri

A.O. Niguarda

Livia Corsi – referente

A.O. Luigi Sacco

Michela Imperial

A.O. Sesto San Giovanni

Elena Manzoni – referente

A.O. Niguarda – DSM

Giulia Minora

A.O. Garbagnate

Mariagrazia Pariset

A.O. S. Anna Como

Carla Pugnoli

A.O. Luigi Sacco – DSM

CONSULENTI

Ombretta Okely

Vittorio Zanon

Nonostante fossero rappresentate solo sei Aziende Ospedaliere la co-presenza di assistenti sociali ospedalieri e assistenti sociali dell’area psichiatrica ha inizialmente creato un rallentamento nel lavoro di progettazione in quanto la cultura professionale, le tradizioni di servizio e i percorsi professionali risultavano diversi. I colleghi dei DSM[4] apparivano legati alla loro cultura e tradizione territoriale connotata dal lavoro di équipe interdisciplinare e poco coinvolti nel passaggio alla diversa organizzazione aziendale, mentre i colleghi dei Presidi apparivano statici nelle posizioni acquisite nel corso del tempo nei rispettivi ospedali.

Questa differenza è stata anche occasione di stimolo per un approfondimento delle tematiche organizzative e di contenuto professionale e ha consentito l’elaborazione di una scheda (allegata in appendice) da proporre ai Servizi Sociali e/o assistenti sociali delle aziende lombarde, che permettesse di fotografare e rilevare la situazione esistente.

Il gruppo di lavoro è stato arricchito dall’apporto metodologico e di analisi dei dati di Ombretta Okely e dall’elaborazione, sistematizzazione e stesura informatica di Vittorio Zanon, che ha saputo integrare la sua competenza informatica con quella tecnica in Servizio Sociale.

Un grazie al collega Franco Vernò la cui competenza ha permesso di meglio focalizzare gli obiettivi iniziali della ricerca.

Per facilitare la raccolta dei dati relativi ai Servizi Sociali delle Aziende Ospedaliere lombarde, si è costituito uno staff di ricerca formato da assistenti sociali referenti, che collaborassero alla compilazione della scheda.

Lo staff di ricerca è stato quindi coinvolto per la compilazione della scheda e per chiarimenti successivi alla compilazione.

Nel corso del lavoro sono stati creati dei sottogruppi su aree tematiche rilevanti, utili ad una prima analisi, elaborazione e interpretazione dei dati offerti dalla ricerca. 

STAFF OPERATIVO DI RICERCA

Silvia Accanti

A. O. San Paolo – Milano

Claudia Antoni

A.O. S. Anna - Como

Silvia Bettega

Istituto Tumori - Milano

Antonella Bregantin

A.O. San Gerardo de’ Tintori DSM - Monza

Donatella Broggi

A.O. San Gerardo de’ Tintori - Monza

Anna Maria Canestrari

Fondazione Policlinico - Milano

Giovanna Casiraghi

Istituto Tumori - Milano

Franco Caspani

COF Lanzo d’Intelvi - Como

Anna Ciani Passeri

A.O. Niguarda - Milano

Livia Corsi – referente

A.O. Luigi Sacco - Milano

Paola Curioni

A.O. Melegnano – DSM

Ornella Della Valle

A.O. Valtellina - Sondalo

Sabrina Dolcini

A.O. San Paolo - DSM – Milano

Maddalena Fadini

A.O. Garbagnate Milanese - DSM

Rosaria Fidelio

Istituto Clinico Santa Rita - Milano

Giannina Fiorani

A. O. Pavia

Rita Gianni

A.O. Busto Arsizio – H. Saronno

Michela Imperial

A.O. Sesto San Giovanni

Chiara Laratta

A.O. Legnano – DSM - Legnano

Losi Chiara

A.O. Lodi

Elena Manzoni – referente

A.O. Niguarda DSM – Milano

Monica Mazzoni

A.O. C. Poma – DSM – Mantova

Giulia Minora

A.O. Garbagnate Milanese

Laura Morazzoni

A.O. Niguarda DSM – Milano

Lorena Nicetto

A.O. Fatebenefratelli – Milano

Gianna Oldani

A.O. Gallarate

Elisanna Panero

Brescia

Maria Grazia Pariset

A.O. S. Anna - Como

Silvia Pertici

Ematologia Pediatrica A.O. San Gerardo de’ Tintori Monza

Simona Pezzali

A.O. C. Poma – DSM - Mantova

Carla Pugnoli

A.O. Luigi Sacco DSM – Milano

Carmela Rauso

A. O. Istituti Ospedalieri - Cremona

Giuseppe Ricca

A.O. Brescia

Ilaria Ripamonti

Ematologia Pediatrica A.O. San Gerardo de’ Tintori Monza

Stefania Rizzo

A.O. S.Carlo – DSM - Milano

Donatella Salvi

A.O. Riuniti Bergamo

Marta Sardi

IRCCS Ospedale San Raffaele - Milano

Francesca Spada

A.O. Melegnano - DSM

Alessandra Spinelli

Fondazione Policlinico - Milano

Nicoletta Squartini

Fondazione Don Carlo Gnocchi Milano

Sabrina Trevisiol

Garbagnate Milanese

Patrizia Zambon

A.O. Busto Arsizio – H. Saronno

Alcune Aziende e Servizi, pur contattati, non hanno risposto al questionario e non sono quindi compresi nella ricerca, come raffigurato nell’ Immagine 1.

Immagine 1 – Aziende Ospedaliere rilevate

La scheda di rilevazione: uno strumento di lavoro del progetto di ricerca

A fronte di differenti esperienze professionali degli assistenti sociali dovute alle diverse appartenenze aziendali, la scheda di rilevazione ha permesso di avviare un’indagine approfondita sulla condizione e sul legame esistente tra assistenti sociali, Servizi Sociali e contesti organizzativi.

In fase di elaborazione delle domande da porre ai colleghi sono emersi diversi quesiti innanzitutto rispetto all’istituzione, riconoscimento e valorizzazione del Servizio Sociale di Presidio che ha visto prevalere le esperienze precedenti dei vari direttori generali e/o sanitari, piuttosto che un attento studio dei problemi socio-sanitari e aziendali con l’ascolto dei diretti interessati. Interrogativi che hanno attraversato il percorso di ricerca, sono stati: la metodologia di Servizio Sociale, arricchita da esperienze significative, rappresenta un miglioramento della qualità aziendale? Quale è il valore aggiunto che il Servizio Sociale professionale porta all’interno dell’ospedale, con quale visibilità, con quali riferimenti culturali, storici e normativi? Quali ipotesi organizzative e metodologiche sono possibili e realistiche tra assistenti sociali della stessa azienda ma di diversi servizi? E’ necessario avere un coordinatore/dirigente di Servizio Sociale e quali sono le funzioni da attribuirgli?

Alla luce di queste prime riflessioni si è optato per una scheda di rilevazione i cui capitoli hanno inteso affrontare le seguenti aree:

-          l’Azienda Ospedaliera e le sue caratteristiche;

-          gli assistenti sociali presenti, livelli contrattuali e riconoscimenti professionali;

-          livelli di dipendenza dei Servizi Sociali e degli assistenti sociali;

-          organizzazione e qualità del lavoro negli interventi sociali. 

La ricerca condotta ha presentato una notevole varietà e complessità di dati[5], che sono stati analizzati ed aggregati in base all’interesse e agli obiettivi del progetto di ricerca.

Principale obiettivo è stato l’analisi del Servizio Sociale all’interno delle Aziende Ospedaliere, con particolare attenzione alle differenze e alle contiguità del Servizio Sociale nelle due differenti esperienze organizzative: presidio e psichiatria.

Si sono, inoltre, rilevati i dati riguardanti altre strutture sanitarie (non Aziende Ospedaliere) nelle quali sono presenti Servizi Sociali e/o assistenti sociali. Nel lavoro di raccolta e rielaborazione, si è cercato di riproporre i dati sia in maniera disaggregata in modo da mantenere una rappresentazione che più si avvicini alle differenti realtà (presentando i singoli dati relativi ai Presidi delle Aziende Ospedaliere, ai Dipartimenti di Salute Mentale e ai Presidi delle altre strutture non Aziende Ospedaliere), sia aggregando i dati tra loro (tra Aziende Ospedaliere e non Aziende Ospedaliere o, trasversalmente, tra Presidi e Dipartimenti di Salute Mentale).

In Appendice si è inserita una tabella con sigle utilizzate nel documento e/o individuate nel corso della ricerca.

I dati riferiti alle strutture non Aziende Ospedaliere, sono indicati indifferentemente con le seguenti diciture: “Altre Strutture”, “Altre Strutture non Aziende Ospedaliere”, “non Aziende Ospedaliere”.

[1] Al momento della stesura del report la Legge Regionale 11 luglio 1997 n.31 “Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali" è stata modificata con l’emanazione da parte della Regione Lombardia della Legge Regionale 12 marzo 2008 n.3 “Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario”, che è riportata in appendice.

 [2] Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali

[3] Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

[4] Dipartimento Salute Mentale

[5] Si ringrazia Franco Caspani della COF Lanzo d’Intelvi che ha contribuito all’approfondimento dei dati.