Venerdì 22 gennaio, dalle 15 alle 18, in videoconferenza, di cui sarà comunicato a breve il link per il collegamento on line, si terrà il primo incontro tra gli assistenti sociali operativi nelle USCA, Unità speciali di continuità assistenziale, istituite con il DL n.9 marzo 2020 n.16, e potenziate per affrontare le criticità emerse con la pandemia da Covid-19, oltre che in termini numerici, anche con il reclutamento, accanto ai medici e altri profili professionali quali quelli degli infermieri di comunità, anche con gli assistenti sociali. 

La gestione domiciliare di uno stato di malattia così critico quale quello del Covid19 ha evidenziato infatti, in certi casi, di un approccio integrato sociosanitario che preveda la valutazione multidimensionale comprensiva della dimensione sociale quando necessario.

“Il CROAS Lombardia ha accolto con favore le disposizioni regionali, pur nella consapevolezza dei limiti della temporaneità degli incarichi prevista dalla norma nazionale, riconoscendo nel lavoro integrato delle USCA un possibile laboratorio di esperienze a sostegno di un modello di servizio di salute del territorio con la presenza del Servizio Sociale. In questi mesi l’Ordine regionale ha avviato un costante monitoraggio dell’espletamento degli avvisi delle ATS che permette di avere un quadro d’insieme dei possibili assistenti sociali coinvolti nel potenziamento delle USCA in regione Lombardia – dice la presidente Mirella Silvani -. Ora appare importante e urgente avviare un contatto e confronto diretto con questi colleghi al fine di conoscere le funzioni assegnate e le attività svolte nei diversi contesti territoriali/organizzativi. Gli elementi che emergeranno offriranno la possibilità di individuare alcuni aspetti operativi riproducibili e sostenibili mirati ad una reale integrazione sociosanitaria all’interno del sistema, anche in previsione della futura programmazione regionale in discussione”.